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martedì 20 ottobre 2015

Il Vic.

Il Vic, come i miei attenti lettori sanno, è il mio adorato secondogenito.
Il mio biondino è un irresistibile concentrato di simpatia, intelligenza, bizzarria e...lazzaronaggine.
La sua personalità è trapelata, inesorabilmente, fin dalla prima presentazione ed ho immediatamente capito che quell'adorabile fagottino roseo, adagiato nella morbida copertina di ciniglia azzurra, mi avrebbe dato parecchio filo da torcere.
Se vi fosse un campionato mondiale di caparbia il ragazzo vincerebbe a man bassa, con i suoi 130 centimetri, riesce a tenere saldamente in scacco due genitori, quattro nonni e quattro insegnanti senza manco scompigliarsi i capelli.
Pomeriggio tipo: "Vittorio, hai fatto i compiti?"
Il giovanotto mi rivolge uno sguardo attonito e vagamente offeso.
"No, perché?"
La prof, durante i suoi studi ha avuto modo di approfondire le tematiche relative alla pedagogia positiva e agli studi montessoriani.
"Piccolo sciagurato! Prendi il diario e verifica immediatamente cosa c'è da fare per domani!"
Il Vic, chino sotto il peso degli improperi materni, si dirige stancamente verso lo zaino, cincischia per due minuti abbondanti con gli spallacci, scuote la testa con aria mesta e comunica alla famiglia il bisogno impellente di andare in bagno.
In bagno inciampa nella scarpiera (ancorata sulla parete opposta) e inizia a parlare con il porcellino d'India. Dopo venti minuti esce dal bagno, si siede sul divano e, con sguardo rivolto all'infinito e voce grave e assorta comincia a parlare dell'opportunità di introdurre, nella dieta del roditore di casa, una giusta quantità di erba medica.
Il pargolo viene crudelmente stoppato e gli viene ricordata l'esistenza di quaderni da completare e sussidiari da studiare.
Il soggetto sgrana gli occhioni blu dolendosi per la prosaicità della famiglia capitatagli in sorte e per la scarsa sensibilità animalista dei congiunti.
Senza alzarsi dal divano ruota leggermente il busto e fa penzolare il braccio per afferrare la cartella. Chiaramente la manovra non riesce. Spossato il povero minorenne ricade sul divano chiudendo le palpebre.
"Ecco, sono stanchissimo, probabilmente mi ammalerò e a te, mamma, non importa niente! (straziante musica di violini in sottofondo)
"Sono esausto" sospira lo studente scivolando sul pavimento
In genere a questo punto cerco di riprendere in mano la situazione.
"Forza Vic! Non hai ancora fatto niente!"
L'infelice ulula trafitto dalla rozza indiscrezione materna.
"Come fai a dire che non ho fatto niente, ho fatto moltissimo!"
Immediatamente cerca di coinvolgere qualche fratello nelle contumelie materne.
"E Leli? Guarda che sta giocando con il cellulare..." .
Il fato rio e cinico gli ha però affibbiato una sorella, scolasticamente parlando, inattaccabile. L'ex bimbastra sciorina infatti, immediatamente, problemi di geometria svolti , paginate di analisi logica e tavole di tecnologia impeccabilmente eseguite.
Il fratello minore non fornisce maggiore soddisfazione dato che, tipicamente, non ha compiti per il giorno seguente.
Vic però capisce immediatamente la potenzialità della situazione e mette in campo il delicato problema dell'istruzione di JF.
"Ma fanno veramente pochissimo, come vuoi che impari? " Con balzo entusiasta si fionda sul sacco del fratello allo scopo di estrarne quaderni e album atti a confermare la sua teoria circa lo stato di deprivazione culturale in cui versa il fratellino.
Lo fisso con occhi furibondi e gli intimo di aprire immediatamente il suo di zaino.
Vic mi guarda, con lo sguardo triste di un bambino colpito negli affetti più cari, scuote mestamente la testa, richiude con lentezza esasperante la borsa di JF e, finalmente, prende in mano il suo disonauresco zaino.
Simula per una manciata di minuti enorme difficoltà nell'aprire le fibbie di plastica e tenta di intavolare una discussione sulla superiorità del metallo, estrae l'asciugamano chiedendomi di stirarglielo, la pochette porta spazzolino rammaricandosi del fatto che non sia stata ricamata, il tovagliolo rallegrandosi e lodando il senso civico delle maestre che non accettano l'usa e getta, facile via verso il consumismo e la rovina del pianeta....
Ecco, io credo che sarò la prima donna al mondo ad avere le vene varicose sulle tonsille. Urlo infatti senza ritegno e gli intimo di darmi immediata visione del diario.
"Ah, ecco mamma, forse non ho scritto i compiti, perché ero uscito per andare alla toilette e non sono rientrato perché non volevo disturbare la maestra che stava dettando, sai una questione di delicatezza..."
La mia carissima amica Federica ha dedicato alla sua bambina, una deliziosa poesia, composta da lei medesima, che ho immediatamente assunto a inno familiare (volgendola ovviamente al maschile) datosi l'estrema pertinenza delle argomentazioni.

Figlio mio, amor ti prego
Meglio appianare il debito greco
che far fare i compiti a te
mi fai uscire fuori di me.
...
Ad aiutarti si son messi in tanti
amici parenti e pure viandanti.
E tutti ci han rinunciato
talmente tanto hai esasperato.
Ci ha provato pure tua zia
voleva chiamare la polizia.
Poi tua nonna che ha tanta pazienza
voleva scappare fino a Potenza.
Abbiamo esentato solo papà
lavora già tanto, abbiamo pietà.
Sentirsi dire "non so come fai
fosse mio figlio sarebbero guai"
non fa per niente piacere.
Ma sono parole assai veritiere.
Oh mio tesoro non farlo per me
è bello imparare, fallo per te.



In memoria dei compiti delle vacanze e in attesa di un nuovo anno scolastico.
by Federica Ricciardi.
Ehm...quanti sono gli anni di istruzione obbligatoria?





domenica 30 marzo 2014

Giustificazioni

Mi è stato fatto notare che il blog langue un po'...
Devo ammettere che è vero, la mia vena creativa al momento è agonizzante.
I motivi di questa difficoltà espressiva sono molteplici ma, essenzialmente possono essere riconducibili entro due grandi sottocategorie di impedimenti.

1) Motivi psicologici: la famiglia Gamelli, nella sua interezza, ha appena vissuto un difficile momento, dovuto al contraccolpo infertoci dalla partenza della N7.
Colei che si fregiava del titolo di miglior au pair mai avuta, ci è clamorosamente scivolata sul finale.
Dopo averci salutato, carina e sorridente come al solito e dopo aver promesso ai miei figli amore e skypate eterne, ci ha cancellati, inseriti tra le persone a lei moleste (e senza dubbio ci sarà pure qualche altra tassativa risoluzione di cui non sono a conoscenza).
Per i bimbastri è stata abbastanza una tragedia anche perché nulla lasciava presagire un finale così funesto.
Ricostruendo l'accaduto (e dato che  ormai 400 km ci separano non è facile), pare che i fondamentali motivi di malcontento della fanciulla siano due: un suo diario,  a suo dire gettato nella spazzatura,  e poi rinvenuto in casa e il fatto che io abbia scritto cose orribili su di lei.
Sul primo capo di imputazione non mi pronuncio, mai visti diari od affini e non ho la minima idea di come possano essere andate le cose.
La seconda accusa mi riguarda personalmente e, come potete immaginare,  mi lascia l'amaro in bocca.
Ritengo di aver sempre parlato in termini positivi e soprattutto affettuosi della numero Sette e infatti, a testimonianza della mia trasparenza e buona fede, le avevo io stessa fornito  il link al blog.
Anche il post che probabilmente ha dato il "la" a tutto:  Partenze, bugie e au pair, non mi pare così ingeneroso nei suoi confronti (ho pure apert un dibattito on line per richiedere pareri in merito), dato che voleva ironizzare sull'attitudine, GENERALE,  che hanno i ragazzi di ritenere gli adulti stupidi.
Certo, ormai mi conoscete, non c'è cosa che non farei per amore di una battuta e, la lunga permanenza a contatto di adolescenti (specie maschi), mi ha ormai irrevocabilmente equipaggiata di un  umorismo spiccio e cameratesco che probabilmente non è  facilmente condivisibile con le masse.
Però...'sti inglesi non dovrebbero essere i depositari dello humor e del sarcasmo?
Mea culpa comunque, ho tralasciato di  tenere in considerazione l'elemento che, quando insegno, è inciso  nella mia mente su pietra e  a caratteri bronzei: gli adolescenti sono gli esseri più  mutevoli e permalosi dell'Universo, un nonnulla può  produrre fratture insanabili ( e giramenti di scatole cosmici).
Ammaestramento per il  futuro: non terrò  più  un'au pair per più  di tre mesi, l'investimento affettivo sarà  minore e ci sarà  meno probabilità  che si instaurino dinamiche viziate dalla lunga convivenza.

2) Cronica mancanza di tempo, e qui probabilmente potrei aprire un blog a sè  stante per descrivere i mille impegni e lacciuoli in cui mi dibatto giornalmente e che frenano ogni altra attività.
Marzo è  stato un mese particolarmente irto di impegni di ordinaria e, soprattutto, straordinaria amministrazione.
 Mentre la progenie si dibatteva nelle nebbie dell'infelicità  e del rimpianto mi è  capitato tra capo e collo uno dei momenti più  temuti da insegnanti di ogni ordine e grado: il viaggio di istruzione.
Con tre colleghi che, come la sottoscritta, irradiavano entusiasmo e ottimismo, siamo partiti alla volta di Como per immergerci in non meglio precisate e rarefatte atmosfere manzoniane.
Direi che l'attività  merita un post dedicato quindi non mi dilungo.
Sempre a marzo la prof aveva, da lunghissimo tempo, prenotato un corso cui anelava da lungo tempo: "Come scrivere un romanzo rosa in una settimana", tenuto dall'ineguagliabile Stefania Bertola.
So che chi mi conosce "dal vivo"trasalirà  nell'immaginare la prof che si trastulla con contesse russe, gentiluomini scozzesi e pirati assortiti mentre intorno a lei infuria la tempesta.
In effetti io ho imbastito un romanzetto contemporaneo la cui protagonista è...un'insegnante ovvio, strappata all'austera calma di un laboratorio chimico da varie e pirotecniche circostanze.
Al momento io stessa ne ignoro la maggior parte, dato che non ho mai tempo di applicarmi alla stesura del mio capolavoro letterario e sono oltretutto bloccata da un problema di carattere pratico cui non riesco a venire a capo e  che mi impedisce financo di stendere la scaletta riassuntiva dei vari capitoli.


venerdì 28 febbraio 2014

Consegnato!

Venerdì scorso abbiamo finalmente terminato i costumi per la scuola d'infanzia di Chiomonte e, nel corso dell'uscita didattica alla succitata scuola, li abbiamo consegnati.
Io non ho partecipato alla visita d'istruzione perché,  tanto per cambiare,  non c'erano fondi a sufficienza.
Le maestre comunque sono state soddisfattissime del nostro operato,  anche se hanno eccepito sulle dimensioni delle magliette, a loro parere un po' piccine.
Dire che ho preso taglia 6-8 e 10 anni, e cosa gli danno da mangiare a Chiomonte? O forse la mia esperienza di premamma mi ha definitivamente segnato e non sono più in grado di valutare le ipotetiche corrette dimensioni degli infanti?
Come potete vedere dalle foto conclusive la favola da rappresentare era Biancaneve, noi ci siamo occupati dei costumi mancanti.












martedì 18 febbraio 2014

Cosa apparirà?











 
Come vedete noi proseguiamo, si vede già quale sarà l'obiettivo?
Venerdì dobbiamo incartare tutto e recapitare alla scuola d'infanzia di Chiomonte, direi che però è quasi tutto a posto.
Meno male, non ce la facevo più, se vedo ancora un fungo  mi metto a urlare.
Piccola nota di colore (in senso stretto), circa a metà del laboratorio ci è esploso il colore rosso. Chiaramente vista la mancanza di fondi e blablabla abbiamo dovuto proseguire senza. Ehm questo spiegherà alcune scelte cromatiche...


domenica 9 febbraio 2014

Intanto a scuola...

Si lavora indefessamente.
La mia classe bloggante ha iniziato un nuovo progetto. Il tempo è poco, i soldi meno ancora per cui dobbiamo lavorare tipo schiavi alle galere.
Per il prossimo venerdì tutto dovrà essere pronto.
Al momento siamo messi così:















Scuola

venerdì 17 gennaio 2014

Comunicazione.

Un paio di mesi fa la scuola frequentata da Leli ha proposto un sondaggio per valutare il gradimento delle famiglie rispetto un eventuale cambiamento di orario.
Al momento la bimbastra frequenta l'opzione cosiddetta "36 ore" con tre rientri pomeridiani e servizio mensa.
I genitori erano chiamati ad esprimersi circa la possibilità di cambiare questo assetto per passare a un tempo scuola che prevedesse solo due rientri pomeridiani ma l'uscita, nei giorni "leggeri" alle 14.00
Il Pan ed io abbiamo valutato sfavorevolmente quest'ipotesi, e abbiamo quindi dato la preferenza per il mantenimento dell'attuale scansione oraria.
Per esperienza so quanto sia difficile mantenere desta l'attenzione degli allievi dopo mezzogiorno,  come a tutti i supplenti mi vengono spesso rifilate le ultime ore e ci sono classi in cui mi sparerei in testa devo mettere in atto raffinate strategie didattiche per presentare gli argomenti.
Confrontandomi con i genitori dei compagni di Leli, ho potuto constatare come questo mio sentire fosse condiviso; tenendo conto anche della giovanissima età dei nostri figli ci pareva che l'impegno diventasse troppo gravoso e disomogeneo.
Siamo molto fortunati quindi ad avere una dirigenza che privilegia il dialogo con le famigle e ricerca soluzioni condivise.
Ieri infatti ci è stato annunciato che, con il parere favorevole della quasi totalità del consiglio di istituto ( gli unici voti  contrari erano quelli dei genitori), il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo orario.
Notare che, all'open day, ci hanno frantumato il frantumabile, per indurci a scegliere le trentasei ore e quindi i tre rientri pomeridiani, sottolineando la valenza educativa rappresentata dall'utilizzo della mensa e l'enorme apporto pedagogico dei laboratori pomeridiani.
Bisogna dire che c'era un precedente: sempre durante l'open day ci era stata anche prospettata la possibilità di iscrivere i nostri figli all'indirizzo musicale. Questa alternative però era già evaporata in fase di compilazione della domanda di iscrizione.
All'epoca avevo sobillato gli altri genitori a  sottoscrivere una lettera di richiesta di informazioni giusto per avere la consolazione di seccare il Dirigente svolastico.
Insomma mi pare si esageri un tantino con le operazioni di marketing.

domenica 12 gennaio 2014

Vita da prof.

Notoriamente la scuola italiana è alla frutta.
Mancano personale, strumenti e risorse per poter mettere in pratica una didattica minimamente efficace. D'altro canto l'utenza ha bisogni sempre più complessi e necessita di una forte motivazione e di interventi capillari.
Fatto questo imprescindibile pippozzo in puro scuolese, che può inventarsi una povera prof (povera proprio nel senso letterale del termine, visto che le è stato comunicato che non ci sono fondi per progetti extracurricolari) per cercare di inserire qualche concetto nella testolina riottosa dei suoi allievi?
Ho già raccontato in precedenza del mercatino organizzato per raccogliere piccoli finanziamenti per l'acquisto di materiale e strumentazione. In accordo con la classe ho quindi deciso di proseguire sulla linea della creatività, dell'auto produzione e sopratutto della più ferrea economia.
Iniziamo la stesura di un blog per raccontare cosa avviene in classe e per illustrare al pubblico il lavoro portato avanti durante l'anno scolastico.
Spero  inoltre che  possa essere un aiuto anche per implementare le capacità espositive dei ragazzi. E poi...così abbiamo pure trovato un altro utilizzo per il notebook che funge da registro elettronico, dato che possiamo usare solo quello per i necessari aggiornamenti al nostro blog,  visto che i laboratori informatici sono  saturi e monopolizzati dai colleghi delle materie scientifiche.
Poi non mi si dica che la nostra non è una categoria creativa e flessibile.
Se volete venirci a trovare questo è l'indirizzo:
 www.unaclassediidee.blogspot.it


sabato 7 dicembre 2013

Mercatino natalizio.


Questi pregevolissimi manufatti testimoniano parte del   lavoro portato avanti, nel corso dei  mesi autunnali, dagli allievi dell'Istituto Ferrari di Susa.
Durante  le ore di Metodologie e Scienze umane, hanno appreso tecniche di animazione utili per il loro futuro lavorativo.
Vista la perenne penuria in cui versa la scuola, i ragazzi hanno deciso di partecipare a un mercatino natalizio per cercare di guadagnare qualcosa e così poter acquistare nuovo materiale.
La prof dunque oggi si è  giocata gli ultimi scampoli di salute passando otto ore all'addiaccio (nel suo giorno libero oltretutto).
L'inizio non è stato entusiasmante, prima non riuscivamo a trovare un tavolino su cui esporre (la scuola era chiusa ed allarmata) poi, nonostante gli allievi si fossero messi in modalità caterpillar e cercassero con ogni mezzo di trascinare le persone al nostro banchetto, gli esiti erano scarsi.
Nel pomeriggio però le cose sono andate decisamente meglio e, poco a poco, siamo riusciti a raggranellare un discreto gruzzoletto.
Le vendite proseguono domani, io non sarò  presente perchè  impegnata in un topico evento familiare: Natale Bimbi.

domenica 10 novembre 2013

Lo so, lo so...

Parecchie persone mi hanno chiesto come è poi andato il dino-party. La festa è andata bene e nelle bozze giace l'impalcatura di un futuro post dedicato all'evento. Al momento però non sono ancora riuscito a terminarlo, dato che definire convulse queste settimane è poco. Come sapete ho dovurto preparare nove (e sottolineo nove) piani di lavoro. Una ventina di pagine dove ho dovuto descrivere le classi, (gli allievi partecipano/ non partecipano alle attività proposte, organizzano/ non organizzano in modo autonomo il proprio tempo e lavoro, comprendono o no il significato dei messaggi verbali e scritti, prestano attenzione discontinua, comprendono e utilizzano linguaggi specifici, vanno guidati nel lavoro....),descrivere le finalità generali della disciplina (sapete che sfuggono pure a me?),analizzare le competenze, le abilità e le conoscenze che mi riprometto di far acquisire agli allievi (la differenza tra le tre cose , per chi come me insegna filosofia, è sempre assai sfumata) e infine evidenziare i contenuti che intendo presentare durante l'anno scolastico con l'indicazione della scansione temporale. Qui già so di vivere una menzogna, la riforma ha diminuito le mie ore e dilatato enormemente la programmazione. Impensabile che io arrivi a trattare, decentemente o no, Hegel. Al momento però lo devo dare per certo. Alla fine di questi soffertissimi elenchi devo anche compilare le sezioni dove analizzo nel dettaglio come intendo far recuperare le insufficienze ai miei allievi (manco li ho ancora sentiti tutti, grazie al formidabile registro elettronico, tendenzialmente non so quasi abbinare i visi ai cognomi) Insomma, riassumendo: Arghhhhhhhhhhhhh A ciò si aggiungono i consigli di classe aperti ai genitori con rientro presso la mia abitazione alle ore 20, i consigli di classe nelle scuole di Leli e di Vic, la stesura di verifiche sommative e non, la correzione delle medesime, feste di compleanno altrui e visite mediche varie. Ciliegina sulla torta la defezione del Pan che, privo di remore e con lo sguardo sereno e scevro da preoccupazioni ci ha salutato amabilmente per partire con destinazione Cracovia. Per lavoro dice lui... Comunque giurerei di averlo visto sogghignare all'areoporto

domenica 27 ottobre 2013

Domenica, piani di lavoro e dinosauri.

E' domenica, ma la prof Gamelli, visto che la funzione docente non si esaurisce "nell'attività di trasmissione della cultura", ha un sacco di rogne ehm fondamentali compiti da svolgere.
 Innanzitutto devo provvedere alla stesura di nove piani di lavoro.
 Il piano di lavoro è la programmazione delle attività che abbiamo intenzione di svolgere durante l'anno scolastico,la loro scansione temporale e gli obiettivi didattici, formativi e trasversali che intendiamo perseguire. Io lavoro in tre scuole e ogni istituto richiede che una specifica modalità di consegna per il mio piano delle attività: un istituto vuole che sia caricato sul registro elettronico e reso visibile anche alle famiglie, un altro che venga inviato al dirigente scolastico e al coordinatore di classe via e-mail, mentre l'ultima scuola lo desidera stampato in cartaceo e consegnato A MANO in segreteria didattica. Al momento sto leggendo 200 e-mail di sventurati insegnanti che non riescono in alcun modo a caricare il malloppo sul registro elettronico dato che, a quanto pare, non si riesce a formattare decentemente il documento e tutti paventano la figuraccia con i genitori.
Successivamente dovrei dedicarmi alla stesura delle prime verifiche scritte del quadrimestre, ho predisposto infatti due verifiche sommative a breve risposta aperta nel triennio e un tema in seconda.
 Aggiungo anche che subdoro manovre eversive da parte di una delle succitate classi del triennio (non rammento di aver mai visto chicchessia aprire un libro o prendere un appunto nelle ore delle mie lezioni) per cui sono seriamente intenzionata a predisporre 10 verifiche diverse (gli allievi sono venti) giusto per puntualizzare che esiste qualche impercettibile differenza tra una persona nata nel 1970 come la sottoscritta e dei baldanzosi giovannottelli targati 1995/96. So però che questa mia presa di posizione genererà a catena altri impegni e lacciuoli.
 Prevedo infatti un tempo di correzione nettamente superiore alla media e, soprattutto, un gran numero di insufficienze e voti bassi, cosa che darà vita a una vibrata protesta tra gli alunni della classe coinvolta che sfocerà nella richiesta di una verifica di recupero. Richiesta che, ahimè dovrò accogliere e concretizzare nella preparazione di un'altra verifica sommativa e così via fino all'esaurimento delle insufficienze e della prof..
 Per finire devo anche trascrivere voti, assenze e lezioni svolte sull'ultimo registro elettronico messomi a disposizione. L'operazione è lunghetta, ormai è la terza volta che la compio e so che richiede pazienza e precisione. Non ho molto tempo a disposizione perchè ho contrattato con mio padre un pomeriggio di libertà dai boys (portati nelle native Langhe dal nonno) in cambio della visita domenicale alla mia amata nonna. Alle diciassette, quindi, dovrò abbandonare la postazione di lavoro e chi si è visto, si è visto.
  Cosa sta facendo in realtà la prof
La prof, mentre attendeva scrupolosamente ai compiti imposti alla funzione docente, ha pensato di meritarsi una piccolissima pausa e, cercando spunti per il prossimo dinoparty del Vic, è incappata in un sito che illustrava il procedimento per confezionare delle splendide uova di dinosauro, utilizzando farina, caffè in polvere, sabbia, sale e acqua per cui, tralasciando allegramente i suoi doveri istituzionali, ha cominciato a impastare, coadiuvata dal fido Kenwood e da Leli.
 Il Pan, sopraggiunto, ha cercato di assaggiare la mistura ma non credo gli abbia fatto malissimo, in fondo, sabbia a parte, è tutta roba commestibile. Dopo abbiamo inserito i piccoli dinosauri di plastica nella miscela cui abbiamo dato forma ovale. Siamo soddisfattissime del nostro lavoro! Non paga di ciò ho pure provveduto a modellare un T-Rex in pasta di zucchero per la torta e ho riempito due stampini in silicone (tirannosauro e triceratopo) con del cioccolato bianco per creare altre decorazioni mangerecce. Ecco il frutto parziale della nostra frenetica attività pomeridiana (in realtà le uova sono una quindicina e giacciono, scompostamente sistemate, sotto il nostro termosifone:

domenica 13 ottobre 2013

Il registro elettronico.

Quest'anno siamo stati accolti a scuola da un'importante novità: la sostituzione dei registri cartacei con uno elettronico. Il nuovo sistema di archiviazione dei dati permetterà di risparmiare carta e tempo. Ogni docente potrà facilmente tenere conto di voti, assenze, note, verifiche,lezioni compiti.Le informazioni saranno facilmente accessibili ai genitori che quindi, in ogni momento, avranno un quadro completo della situazione scolastica dei loro figli. L'insegnante può accedere al suo registro personale tramite un qualsiasi piccì collegato ad internet. Insomma il lavoro dell'insegnante viene notevolmente semplificato e snellito. Meraviglioso, non è vero? ECCERTO! Come no... Probabilmente in un futuro (speriamo abbastanza prossimo) il registro elettronico diventerà un prezioso e indispensabile strumento di lavoro, al momento sussistono alcune piccolissime criticità che vado ad analizzare. Personalmente ho sempre le prime ore di lezione (e pure le ultime, un privilegio dei supplenti) momento in cui il dannato strumento non si sogna mai di funzionare. Arrivo, saluto i ragazzi, estraggo la mia mega agenda, fortunuosamente ancora cartacea, inserisco codice scuola, codice personale e password e ne ottengo in cambio una gradevolissima schermata blu con un avviso che mi informa dell'impossibilità di accedere al sito richiesto. Ahinoi, in tutta Italia le scuole iniziano alle otto di mattina, quindi immagino ci sia un lieve sovraccarico. Il registro cartaceo non esiste più per cui la prof (specie se precaria e lievemente distratta come la sottoscritta) deve prodursi in numeri di cabaret che non mancano mai di entusiasmare i ragazzi: " Ross, Bianc, Verd, Giallin...insomma chiunque tu sia vai al posto e siediti!" Non potendo più fare l'appello le probabilità che ho di riuscire ad imparare i nomi dei ragazzi in un tempo congruo rasentano lo zero. Bisogna dire che anche il carisma e l'autorevolezza del docente ne hanno enormemente guadagnato: " Fr, Br, Pel, Cast, guarda che ti metto una nota appena riesco a collegarmi al sito,inserire il codice della scuola, il nome utente, la password ad accedere alla pagina le mie classi, selezionare la tua, andare su agenda e cliccare su inserisci nota disciplinare! La comunicazione sta diventando meno efficace... In più i dirigenti scolastici ci mettono in guardia da qualsiasi velleità di creatività nella stesura delle note, dato che le stesse saranno poi visibili da un gran numero di persone (prima almeno gli allievi per farle pubblicare dovevano compiere lo sforzo di fotografarle). Non riesco a segnare gli assenti e probabilmente al momento sto vivendo una menzogna perenne in cui gli allievi declinano generalità a caso e potrebbe essere che io vada assegnando voti a personaggi di fantasia o ad alunni di altri istituti. Non ho più il quadro completo della situazione, quindi probabilmente ci saranno allievi che sentirò 15 volte per quadrimestre a discapito di altri che, lo so, mi ridurrò a rincorrere nei corridoi il 30 gennaio per avere una qualche forma di valutazione. Al momento ho assenze, voti e argomenti delle lezioni segnati su fogli, foglietti e quadernini, cosa che genera in me un grado notevole di ansia dato che, in questi dieci anni di servizio, mi è stata inculcata la sacralità del registro personale che non poteva GIAMMAI varcare i confini dell'edificio scolastico, dato che in caso di furto o peggio smarrimento, sarebbero successe cose da far rizzare i capelli e presi provvedimenti inauditi. E ora, dopo un decennio di velati avvertimenti e minacce, mi si richiede di andarmene così con la documentazione scolastica sparsa per la borsetta a comprare il latte e a fare la fila al banco salumeria? Passate le due ore di punta devo dire però che il registro elettronico funziona benino. Certo c'è sempre qualche collega che non si ricorda di essere ormai arrivato alla terza ora e firma indefesso il tuo spazio,rendendosi tipicamente irreperibile subito dopo, però la cosa si risolve con solo una quarantina di minuti in segreteria per cui quasi non merita di essere menzionata. Io ad esempio riesco a compilare tutte le mie spettanze comodamente da casa mia dalle ore 23 in avanti, veramente una grande opportunità. I ragazzi però possono seguire l'evolvere della loro situazione scolastica in tempo reale, ormai quando riconsegno le verifiche scritte manco si alzano più per la consegna dato che la valutazione è già nota. Leggo tra l'altro che il sistema risulta facilmente craccabile e che è già successo in diverse sedi scolastiche. Anche questo in fondo è un vantaggio dato che si implementa il grado di conoscenza dei ragazzi e la loro capacità di ricerca e di problem solving.

giovedì 12 settembre 2013

Al lavoro!

Come i lettori più attenti avranno notato ho cambiato il sottotitolo del blog.
Quest'anno ho tre scuole su tre comuni diversi, 20 ore di insegnamento (le due ore vaganti mi sono poi state assegnate), nove classi, otto libri di testo, quattro diverse materie di insegnamento e 196 allievi.
 Su molti siti che trattano argomenti inerenti l'insegnamento mi hanno detto che è impossibile, che le normative (incise sulla pietra) lo vietano.
Se qualcuno vuole unirsi a me nel giro settimanale per verificare lo ospiterò volentieri.
Lunedì: appuntamento a Rosta (ridente cittadina a 15 km dalla mia) alle ore 7.00
Non esiste una biglietteria per cui il necessario documento di trasporto deve essere reperito presso il giornalaio che vi informerà prontamente che, il suo porgervi il biglietto, è un atto di puro e volontaristico altruismo dato che egli non percepisce alcun compenso per questo indispensabile servizio alla comunità.
ore 7.10 si prende il treno (qualora il giornalaio abbia terminato le sue recriminazioni in tempo utile)
ore 7.51 previsto arrivo a Susa
8.00-14.00 lezioni (cinque  ore ininterrotte in cinque differenti classi)
14.09 si riprende il treno in direzione Rosta. Anche Susa non dispone di una biglietteria e qui ci si rivolge al vicino bar - tabaccheria. Il tabaccaio però non è incline al dibattito a sfondo sindacal-sociale per cui probabilmente il treno non lo perderete.
15.00 previsto arrivo a Rosta
Martedì: giornata leggera, solo due ore al Curie di Grugliasco e ce la caviamo con due classi e solo 18 km di automobile.
Mercoledì: quattro ore al Natta di Rivoli con due classi. Una full immersion filosofica praticamente...
Giovedì: nuovamente al Curie per quattro ore.
Venerdì: replica del lunedì.
Ce la posso fare, ce la posso fare...

mercoledì 11 settembre 2013

Inizi

Leli inizia quest'anno la prima media. Devo dire che la cosa mi fa un po'  impressione, non sono più la mamma di una bambina ma di una ragazzina.
La nostra preadolescente sclera e urla almeno dieci volte al giorno: non le ho comprato i pennarelli, non ha i pantaloncini corti per far ginnastica e...a proposito le magliette dove sono? La prof di matematica è antipaticissima e l'astuccio dell'anno scorso è andato perso...
Buaaaaaaaaaaaa non posso farcela!
Il Vic invece ha iniziato la prima elementare. Ha avuto il suo zaino dei dinosauri (anche se senza tirannosauro in rilievo).
 Con la loquacità che gli è solita ad ogni domanda sulle attività scolastiche risponde che non ricorda.
Il mio fringuello del resto si è già distinto il primo giorno; dopo il saluto del sindaco la maestra ha invitato i genitori ad accompagnare i bambini in aula ed ha iniziato ad illustrare le regole della classe, ricordando che la più importante è senza dubbio quella che richiede l'alzata di mano per prendere la parola.
Un allievo alza prontamente la mano e propone alla comunità intera il seguente quesito: "Maestra ma io devo stare attento proprio sempre sempre?"
Chiaramente ero imparentata con il soggetto in questione.

venerdì 6 settembre 2013

Convocazioni.

Il 4 settembre 2013 alle ore 14.00, mi sono recata presso l'istituto Plana di Torino per partecipare al tombolone gigante che va sotto il nome di "Convocazioni".
Il simpatico giochino , che allieta la vita di ogni supplente al ritorno dalle vacanze e che  dovrebbe servire ad occupare le cattedre vacanti, in realtà è un chiaro tentativo di minare il già precario equilibrio mentale degli insegnanti e di spingerli alla  reciproca eliminazione fisica.
Sono uscita prestissimo perché la portata dell'evento è tale da mettermi in fibrillazione già dalla serata precedente. 

Arrivo nelle vicinanze della sede, parcheggio  l’automobile , incredibilmente non in capo al mondo, ed entro nella scuola.

Le convocazioni sono nell’aula magna che, fino alle ore 13.55 rimane ermeticamente sprangata.

Gli  aspiranti docenti si dispongono quindi davanti  alla porta e cominciano a delirare variamente:

“Nooooooooo le ore a Ulzio no!”

“Secondo voi, io che abito a Torino,  non ho la patente, patisco il mal d’autobus e ho la fobia dei  treni, posso prendere una cattedra a Pinerolo?”

“Tu in che posizione sei? Io quarantottesimo, l’anno scorso ero cinquantatreesimo poi tre colleghi si sono trasferiti, due non hanno voluto la cattedra in montagna e ora eccomi qui!”

“Che numero sei? Vorrei sapere quelli davanti a me cosa pigliano”

L’ultima domanda è stata rivolta alla sottoscritta che, vivendo perennemente nella più beata e improvvida ignoranza , non ne aveva la minima idea.

Tutti (tranne indovinate chi) erano muniti di

A)     Graduatoria stampata

B)      Elenco delle scuole disponibili

C)      Mappatura della dislocazione dei vari edifici scolastici.

Gli occupanti le prime posizioni in graduatoria erano tutti presenti e, man mano che le sedi venivano assegnate, i diligenti possessori  della preziosa documentazione summenzionata, spuntavano le scuole non più disponibili.

Io, circa alla terza scuola, ho perso ogni riferimento spazio-temporale per cui sono rimasta supinamente ad aspettare il mio turno (qualora fosse arrivato un mio turno).

Incredibilmente arrivano al mio nominativo e la variegata  scelta a mia disposizione si compone di:

A)     Cattedra intera a Susa

B)      Cattedra intera a Ivrea

C)      Spezzoni vari

Considerato che abito a Rivalta di Torino mi oriento verso gli spezzoni e così riesco a comporre la cattedra in assoluto più bella al mondo: otto ore a Susa, sei ore a Grugliasco e quattro ore a Rivoli.
Giusto per aggiungere un pizzico di suspence non è ancora chiaro se le sei ore saranno a Grugliasco o nella sede staccata di Collegno
Appena torno al posto vengo assalita da una collega (che ha già la SUA cattedra).
" Ma tu le vuoi le due ore residue di Susa?"
"Perché se non ti interessano le prenderei volentieri io..." e parte a raccontarmi una complicatissima storia di funambolici incastri passati, presenti e futuri. 
Ecco cosa mi differenzia dai colleghi rampanti, io manco so dov'è la scuola, altro che tenere la contabilità delle ore avanzate, non assegnate, restituite, createsi dal nulla, piovute dal cielo...

Ricomincia quindi la vita da trottola impazzita.

venerdì 28 giugno 2013

Preparativi per la scuola.

"Vic che zaino vorresti per la scuola? "
"Ah io ho le idee molto chiare, ovviamente deve essere dei dinosauri, ma non stampato. Deve avere un T-Rex tridimensionale, ma solo il busto, che esce dal tascone dietro. Poi devono esserci anche un triceratopo e un brontosauro pupazzetti che si possano staccare per giocarci quando mi annoio"
Semplice no?

mercoledì 12 giugno 2013

Fine!

Sapete qual è la cosa che più mi piace del mestiere di insegnante?
Ogni anno rivivo la gioia dell'ultimo giorno di scuola...
(e ogni anno ritorno quindicenne per qualche ora)

sabato 8 giugno 2013

Diplomi.

I festeggiamenti continuano, ieri cena di classe per Leli  al circolo di tennis Prato Fiorito.

In effetti è stata una buona idea, i bambini hanno potuto giocare liberamente, noi adulti abbiamo chiaccherato senza i limiti imposti dai posti fissi e, sul campo da tennis, i diplomandi hanno potuto imbastire un recital per le maestre.
Avevano preparato un balletto, un bellissimo cartellone e alcune letture che potevano essere adatte all'occasione:
1) La filastrocca delle maestre di Bruno Tognolini (http://francescaframes.blogspot.it/2008/02/filastrocca-delle-buone-maestre.html)
2)La descrizione del maestro di Enrico del libro Cuore
3)La poesia "C'è chi insegna"di Danilo Dolci (http://sensodellavita.com/2008/04/21/danilo-dolci-ce-chi-insegna/)
4) Il brano di Claudia De Lillo "Perchè le maestre hanno sempre ragione"(http://d.repubblica.it/dmemory/2013/05/04/attualita/news/157ela839157.html)
5) Il Buongiorno di Gramellini dedicato alla sua maestra (http://www.lastampa.it/2012/05/29/cultura/opinioni/buongiorno/signora-maestra-Xm5XbjrfGGfG5sFVk5txbP/pagina.html)
Mi è parso che le maestre abbiano apprezzato (certo dal brano tratto dal Cuore avevo eliminato i riferimenti più tragici, in mezza paginetta morivano tre persone).
Oggi abbiamo bissato con il Vic.
La "cerimonia"del suo diploma si è collocata all'interno della festa del Grazie (frequenta una scuola salesiana). I bimbi hanno presentato una recita incentrata sui cinque continenti.
Ora quindi, stanca ma felice madre di due diplomati, vado a dormire perchè sono esausta.  Questo periodo infatti per me è micidiale, oltre che per tutte le feste di fine anno, per gli scrutini.
Ieri le ultime interrogazioni, oggi i primi scrutini (tre ore).

giovedì 6 giugno 2013

Recita di fine anno.

Oggi  abbiamo partecipato alla recita di fine anno di Leli.
Le maestre hanno organizzato uno spettacolo stupendo. L'opera si intitolava "Ero, sono, sarò".
Cominciava con il racconto del vissuto dei bambini in questi cinque anni di scuola e terminava con la loro dichiarazione di intenti per il futuro.
Alla fine ci torcevamo tutti dalle lacrime, i giovincelli sul palco singhiozzavano proprio smodatamente.
Per me le recite di fine anno sono sempre un momento particolarmente toccante perchè si tengono a giugno e, ogni volta, non posso far a meno di pensare al punto da cui siamo partiti.
Fortunatamente ci pensava JF a non farmi sprofondare nell'onda dei ricordi, il dovergli correre dietro initerrottamente mi ha impedito di macerarmi nella malinconia.

venerdì 31 maggio 2013

Prova di evacuazione.

Stamattina, mentre prendevo il registro di classe, si avvicina la vicepreside che, con aria da gran cospirazione mi fa: "E'per le 11.30"
"Cosa? "
"La prova di evacuazione evento sismico no? "
 "Allora è semplicissimo, suonerà una tromba da stadio per 30 secondi, a quel punto tu inviti gli studenti a posizionarsi di fianco ai muri portanti , ma bada bene lontano da quelli finestrati, o sotto i banchi, in posizione  ranicchiata con le mani a protezione della testa. Appena cesserà il sisma, ovvero la tromba da stadio si produrrà in tre fischi, afferrerai il registro, andrai a prendere il tagliandino rosso predisposto all'uopo nella cartellina trasparente sita sulla porta e inviterai gli studenti a risollevarsi, disporsi in fila indiana e uscire ordinatamente abbandonando gli effetti personali. Resta inteso che gli studenti non devono essere preventivamente informati e che sarebbe bene sospendere tutte le attività che implichino spostamenti dall'aula scolastica"
Ore 10.00 "Proooooooooooooooof ci porta in giardino a leggere Rousseau che è una bella giornata? "
Ore 10.30 "Proooooooooooooooof andiamo in aula LIM che ho la relazione sulla chiavetta?"
Ore 11.00"Proooooooooooooooooooooof ci fa vedere il film sulle sorelle di Freud in aula video? "
Resisto impavida e alle 11.35 "PAAAAAAAAAAAAAAAA"
Proooooooooooooooooooof ma quali sono qui i muri maestri? "
"Vabbe'mettetevi sotto i banchi che è meglio"
"Lei non si mette sotto la cattedra prof? "
"Arghhhhhhhhhh siete spietati, ma quanto è stretta? ""
PAAAAAAAAAAA    PAAAAAAAAAAAAA  PAAAAAAAAAAAAAAAA
"Ok  allora vi disponete secondo un'ordinata file indiana e dopodichè con stile e padronanza raggiungiamo l'uscita di sicurezza, senza giacche e borse ovviamente"
Vengo travolta da una mandria di bufali.
"Prooooooof c'è quel tizio figherrimo di V A, devo assolutamente correre, raggiungerlo ed incrociare il mio destino con il suo."
"Ho l'Iphone sotto carica, possiamo aspettare altri 13 minuti prima di uscire?"
"Aspetti che prendo la sigaretta elettronica che oggi è la giornata senza fumo, ma vale solo per le sigarette vere, no?'
Prendo registro e foglietto rosso e finalmente riusciamo ad imboccare le scale esterne e ci dirigiamo verso il cortile.
Riesco fortunuosamente a impedire a) fumate, b) contatti troppo ravvicinati con il tizio di V A , c) fughe verso l'esterno e d) risse.
Faccio l'appello con il registro , compilo il foglietto rosso segnalando i feriti e finalmente possiamo rientrare in classe.
Mi rimane solo un dubbio: ma una prova di evacuazione fatta 12 giorni prima della fine della scuola sarà molto utile?


giovedì 30 maggio 2013

Scuola

Ordunque...il blog tira in campo una prof, quindi immagino si debba parlare anche di scuola.
Io mi sono faticosamente (molto faticosamente) abilitata nella classe di concorso A036. Questo significa (significherebbe) che dovrei insegnare filosofia, psicologia, sociologia e pedagogia. Così reciterebbe la mia sudata abilitazione Siss. In realtà finora ho insegnato: italiano, tantissimo italiano (non sono abilitata, ma è la materia più presente in tutti gli ordini di studio per cui spesso vengo risucchiata in altre graduatorie), sostegno (non è una materia in effetti ma anche qui la richiesta supera di molto quella dei prof. di filosofia), scienze sociali e da quest'anno tecniche della comunicazione.
Quando ho preso la cattedra e mi hanno elencato le classi e le materie ho prontamente negato di essere l'insegnante di tecniche della comunicazione, salvo scoprire che ohibò ...faceva proprio parte delle mie competenze.
Inoltre per la prima volta (quante prime volte quest'anno! ) ho tre quinte.
Questo vuol dire che, oltre agli svariati sbattimenti normal, me ne spetta uno special, ovvero produrre per almeno tre volte, la mitica simulazione della terza prova.
Risulta superiore alle mie deboli forze spiegare, a chi non lo sapesse, in cosa consista una terza prova.
Senza dubbio troverete altrove esaustivi dettagli.
Per farvela breve bisognava predisporre una verifica in cui fossero presenti domande a risposta multipla e domande a breve risposta aperta, ìl tutto andava poi corretto servendosi di una tabella costruita dal consiglio di classe, valutato in quindicesimi e convertito in decimi.
Il mio tempo però è stato decisamente ben speso, oggi ho restituito le verifiche : nove tre (qui ho disobbedito ai perentori ordini della tabella di conversione e non ho assegnato 2), sei quattro e quattro cinque. Casomai ve lo chiedeste gli allievi sono 23.
Posto un luminoso esempio di domanda - risposta (neanche il peggiore, la fanciulla in questione  ha preso 5,5).
Domanda.
Qual è la differenza tra pubblicità istituzionale e pubblicità del prodotto?
Risposta (testuale)
Pubblicità di prodotto viene fatta per vendere un prodotto, ed è un mezzo per diffondere il prodotto con lo scopo di venderlo.
Pubblicità istituzionale mira a far conoscere il prodotto senza avere lo scopo di vendere.