martedì 28 gennaio 2014

Attività in italiano.

Cosa fanno i piccoli Gamelli nel tempo libero? Quando finalmente si godono l'ozio e non devono sottostare ai programmi imposti dalla Number Seven e dalla perfida Lady Mamma?
Ricchi premi e cotillon a chi riesce a contestualizzare la foto...e a liberare lo scarico.



Mamma Gamelli intanto è  alle prese con un grosso problema.
Mi hanno disattivato l'account su Au pair world, cosa che per una host mum è l'equivalente della sospensione della patente.
Ho infatti ricevuto una mail, abbastanza irritante, dal loro servizio clienti, dove mi si comunicava che una au pair (francese, poi uno non deve avere pregiudizi a sfondo etnico) si era lamentata del fatto che l'avessi contattata su facebook.
Ora su Facebook ci sono mille millanta pagine dedicate alla ricerca delle au  pair per cui non mi sentirei di escludere di aver potuto reperire il profilo secondo tale modalità, ma poi, francesina del mio cuore, è chiaro che se metti i tuoi dati anagrafici in giro in qualche modo ti esponi.
Sul sito vi è l esplicito divieto di non mettere sul profilo niente che possa favorire un contatto diretto (mail, contatti Skype, indirizzi, numeri di telefono...) ma non si fa riferimento alle generalità  anagrafiche.
Io ho già trovato troppi profili fake per non cercare di approfondire la conoscenza prima. Certo 40 euro di membership non sono una spesa eccessiva ma il periodo dura poco e voglio essere ragionevolmente certa di riuscire, in questo lasso di tempo, a contattare ragazze interessanti e soprattutto "VERE", dato che il tentativo di truffa è sempre in agguato.

sabato 25 gennaio 2014

Colloquio tre.

Non pervenuto.
Contatto via mail una ragazza inglese il cui nominativo mi era stato passato da un' amica non più alla ricerca.
Le scrivo una breve presentazione della famiglia e delle indicazioni di contorno, specificando che al momento abbiamo già un' au pair e che cerchiamo per marzo-aprile-
Due giorni dopo non mi ha ancora risposto per cui le invio uno scarno "Are you interested?" giusto per scrupolo.
Questa volta, qualche ora dopo, mi arriva un suo messaggio:
"Certo che sono interessata! (ehm hai uno strano modo di dimostrarlo). Quando avreste bisogno di me? (buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah). Potreste inviarmi delle foto della famiglia?
Ecco, la fissa delle foto ce l'hanno parecchie au pair. Il Pan per ovviare a tutte le richieste in tal senso di cui siamo oggetto, ha composto un bellissimo collage in cui tutta la famiglia Gamelli appare al meglio.
Noi al mare, Vic vestito da Uomo Ragno, la prima Comunione di Leli, compleanni vari, JF con il Pigiamino saltellante sul Permaflex, i nostri genitori sorridenti, mia nonna, il bassotto, il gatto...insomma tutti siamo rappresentati.
Talora questa raccolta non basta e ci vengono richieste foto aggiuntive.
Pure questa volta ho spedito la composizione e...
PUFF! Sparita nel nulla!
Ci avrà trovato poco attraenti? Arcigni? Poco fotogenici? Troppi?
Mistero.

giovedì 23 gennaio 2014

Colloquio due.

Ragazza francese.
Mi fa immediatamente una buona impressione, accetta la mia amicizia su Facebook,  chiedendomi educatamente le ragioni della mia richiesta.
Sorprendentemente non ha foto indecenti o in preda a fumi alcolici (o di altro tipo) ma neanche  istantanee dolciastre in cui abbraccia indifferentemente bambini, cagnolini o altri piccoli mammiferi (diffidate nel caso, vuol dire che il profilo è  stato creato in esclusiva funzione di un'ipotetica host family).
Aderisce immediatamente alla mia richiesta di una chattata su Skype, fissiamo un appuntamento e LO RISPETTA AL SECONDO!
Chiaccheriamo piacevolmente per una quarantina di minuti, mi parla dei suoi studi passati e delle sue aspirazioni per il futuro, mi chiede cosa mi è  piaciuto del suo profilo (e qui non ho il coraggio di dirle che non ne ho la più  pallida idea, dato che seleziono una trentina di papabili au pair al giorno, sotto la rude scorza di cacciatrice di giovani teste batte comunque un cuore).
Passiamo quindi ad elencare le nostre aspettative nei suoi confronti e le illustro le varie attività  che dovrà  fare con i bimbastri. Mi chiede che genere di libri prediligano leggere e mi consiglia dei titoli che lei da piccola ha molto amato.
Elenca le sue passate esperienze con i bambini, ha già  fatto l'au pair a Londra per sei mesi con due bambini di età  simile a quella dei boys.
Si mostra solo preoccupata per il discorso nuoto, lei sa nuotare  (vive in un paese di mare) ma non ha diplomi specifici. Controbatto che non sto cercando un'assistente bagnanti, certo non voglio una persona che non introduca manco il malleolo in acqua perché  terrorizzata.
Introduco io il discorso retribuzione, le propongo la cifra (tarata verso il basso) che proponiamo abitualmente e lei si mostra contenta e mi dice che le pare un'ottima offerta (!)
Termino specificandole che siamo molto disordinati e lei si mette a ridere dicendo che evidentemente non ho mai soggiornato in una casa dello studente.
Ci lasciamo cordialmente riservandoci la possibilità  di riflettere tre giorni prima di prendere una decisione.
Prima di attaccare mi dice timidamente che spera proprio che io scelga lei dato  che le interessa la prospettiva di poter valorizzare la sua cultura e la sua lingua, le altre famiglie le paiono più  interessate ad avere una baby sitter a buon mercato che a uno scambio culturale.
Il giorno successivo le invio per e-mail le foto della sua stanza e del bagno e ne ottengo un entusiastico consenso.
So che a questo punto siete tutti in piedi a fare la ola e mi vedete già a sorseggiare Pastis (bleagh),  con un croque monsieur in mano  felicemente accasata con una jeune fille che non pensa ad altro che ad alleviare i miei crucci.
Ahimè, la storia ha un seguito.
All'alba del terzo giorno trovo su Skype questo messaggio:

 "Bonjour, je vous envois un message car apres notre conversation j'ai parler avec mes parents, du fait que j'aimerais beaucoup venir dans votre famille, mes parents n'etaient pas trop d'accord pour que je vienne car ils pensent que ca ne me sert a rien et que mon but est d'apprendre l'anglais. J'ai donc trouver une famille en Angleterre et je suis triste car j'aimais beaucoup votre famille. Je ne sais pas si ca se passera bien j'y vais debut février mais ne perdez pas votre temps avec moi il est mieux pour vous de chercher une autre jeune fille ".

Penso che lo scritto sia capibile anche da chi non conosce il francese, comunque brevemente la giovane si scusa e mi dice che i suoi genitori preferirebbero che ritornasse in Inghilterra e che lei ha deciso di aderire alla loro richiesta.
Buaaaaaaaaaaa in un mondo  di  ragazzi indifferenti ad ogni autorità e  privi di guida parentale proprio a me doveva capitare una personalità  così  ligia?
Comunque avevo ragione, era veramente una ragazza corretta e carina, mi è  capitato di essere lasciata in sospeso per mesi (tacendo dei bidoni all'ultimo minuto).

mercoledì 22 gennaio 2014

Colloquio uno.

Durante i primi giorni di ricerca vengo contattata da questa aspirante au pair neozelandese.
Gli inizi sono entusiastici, dopo il messaggio preregistrato che si può  inviare dal sito, mi cerca lei su Facebook, richiede la mia amicizia e mi scrive una bella lettera di presentazione.
Io le rispondo e...il nulla per due settimane.
Passato questo periodo (bisogna dire che si era nelle vacanze di Natale) mi ricontatta e si profonde in scuse.
Le propongo quindi una conversazione via Skype e...riscompare.
Si risveglia nuovamente di colpo, mi aggiunge alla lista dei suoi contatti Skype, mi chiede se il posto è  ancora disponibile  e, dopo varie peripezie riusciamo a parlarle.
Imposto io la conversazione, presento la famiglia, i bimbastri e le illustro quali saranno i suoi compiti.
Immediatamente mi chiede quando dovrà  iniziare e io rispondo che al momento abbiamo un'altra au pair che rimarrà  fino a marzo.
Le chiedo se sa nuotare, perché  è  un particolare importante dato che dovrà  accompagnarmi al mare e saremo da sole con il trittico.
La conversazione (scritta) è  durata una ventina di righe.
Le dico quindi cosa ci aspettiamo da lei in ambito didattico: letture e dettati con Leli e qualche semplice esercizio di spelling per il Vic.
La fanciulla risponde testualmente: "Yes...yes, please is the position secured for me?
Ehm non ti pare di essere un tantino precipitosa? Ti pare che io possa confermarti un impegno di questo genere con mezza paginetta scarna di presentazione?
Comunque si è  subito nuovamente inabissata nel nulla.

La ricerca dell'au pair numero otto.

E' definitivo: la Numero Sette ha irrevocabilmente deciso di andarsene agli inizi di Marzo.
Alla fine non ha cercato una nuova famiglia ma torna a casa per cercare di trovare un lavoro e mettere qualche soldino da parte per l'università.
A questo punto bisogna cercare rapidamente una Numero 8 (la Numero 6 nel frattempo ha trovato lavoro per cui non potrà  venire quest'estate).
Ho quindi effettuato l'iscrizione su Au pair world e ho iniziato a inviare le mie candidature.
Vorrei quindi documentare le varie fasi della ricerca sperando che venga fuori qualcosa.
Come ho già  avuto modo di scrivere noi  tendenzialmente ricerchiamo au pair anglofone per la stagione invernale e francofone per quella estiva.
Marzo è  un mese limite, quindi nel dubbio, sul mio profilo ho inserito la doppia possibilità  inglese e francese.
Sono anche in dubbio se cercare due differenti ragazze (una per il periodo marzo-maggio e una per giugno-luglio) o se orientarmi su una singola au pair che possa fermarsi per un periodo più  lungo.