venerdì 27 settembre 2013

Trenitalia.

Oggi tocca nuovamente a Susa.
Alle ore sei e trenta esco di casa e mi dirigo verso Rosta. Come la scorsa volta mi colloco sulla banchina (già fornita di biglietti ) e mi accingo ad aspettare il treno.
Trenitalia, in successione, mi comunica che il treno proveniente da Torino Porta Nuova e diretto a Susa viaggia con 10, 20, 30, 40, 50 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio.  I viaggiatori presenti in stazione, prevalentemente insegnanti e studenti, decidono di prendere il treno per Bardonecchia, che passa mezz'ora dopo, scendere a Bussoleno sperando poi in un pulmann  per Susa. A Bussoleno veniamo accolti da un generale scuotimento di teste, nessun mezzo sostitutivo. Nuovo annuncio: il treno numero...proveniente da Torino Porta Nuova e diretto a Susa è stato soppresso. Ci scusiamo per il disagio. Ci scusiamo eh però il biglietto non ve lo rimborsiamo. Anche se una prof rognosa sobilla tutti i viaggiatori a chiedere il rimborso, il personale di biglietteria imperturbabile concede solo moduli di reclamo. La seccante pendolare persiste con le sue petulanti istanze ma nulla può contro la calma zen dell'impiegata (probabilmente formatasi nel monastero di Antaiji). 
Le indelicate richieste della viaggiatrice terminano con l'arrivo del treno. Non può permettersi di perderlo perchè è già in ritardo di un'ora.
Alle nove varchiamo quindi la porta dell'edificio scolastico. 
Devo dire però che su una cosa concordo pienamente con Trenitalia: la strategia ostruzionistica che tiene nei confronti di Arenaways.
 http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/vacanze/news/antitrust-sanziona-fs-e-trenitalia-per-aver-ostacolato-la-concorrente-arenaways
http://it.wikipedia.org/wiki/Arenaways
Non credo in effetti ci sia un altro modo per arginare una qualsiasi forma di concorrenza.
Un servizio peggiore di questo è addirittura inimmaginabile.




martedì 24 settembre 2013

Una tranquilla giornata...

So che, nell'immaginario collettivo, il mestiere dell'insegnante equivale a un qualsiasi passatempo ozioso cui sono dedite potenziali casalinghe desiderose di sottrarsi al tedio della vita domestiche  o uomini senza nerbo incapaci di dedicarsi a una occupazione perbene.
Praticamente un non lavoro.
Parecchie persone si mostrano  stupite nel vedermi lavorare anche il pomeriggio, le mie amiche (con occupazioni serie ) spesso mi apostrofano con un "Ma come, ti ho telefonato ieri dalle nove alle dieci di MATTINA e tu non hai mai risposto, come mai?"
Le altre mamme dell'asilo mi domandano scandalizzate come mai il piccolo, fragile e berciante JF sia sistematicamente accompagnato dal padre. JF e le sue vibrate rimostranze sono ormai famosi presso l'intero l'istituto comprensivo. Tutte mostrano un vivo compatimento nei confronti del Pan, costretto dai capricci della sua moglie indegna, a sobbarcarsi l'entrata e la vestizione della piccola scimmia urlatrice del grazioso pargoletto. Una, scuotendo la testa mi ha detto: "Certo che ti risparmi un grande dolore delegando, ne fossi capace io...".
Ma come mai la prof si disinteressa così palesemente della creatura che ha incautamente messo al mondo? Perchè  alle otto e trenta non cinguetta giuliva nei locali della scuola d'infanzia ammirando collages di riso e composizioni di cartapesta?
Prendiamo una mattinata a caso...
Oggi mi sono alzata (come ogni lunedì e venerdì) alle ore sei per recarmi alla stazione di Rosta.
Alle ore sei e mezza sono uscita di casa. Fortunatamente tutta la famiglia era addormentata per cui niente ha intralciato la mia sortita. Spesso, prima di guadagnare la porta  devo risolvere alcuni drammi esistenziali quali: "Dov'è  il grembiulino giallo?" "L'asciugamano di JF?", "Ah a proposito la maestra aveva detto che dovevamo portare una copertina bianca...e anche una verde e una viola...", "Mamma non mi hai firmato il diario, mi daranno una nota e tutta la mia carriera scolastica ne sarà  indelebilmente macchiata"(la nostra preadolescente tende parecchio al drammatico in ultimo).
Nella magica alba di stamani però  ho potuto salire in macchina indisturbata. Sono arrivata a Rosta alle ore sei e cinquanta (come da tabella di marcia). Ho parcheggiato (neanche eccessivamente lontano) e mi sono diretta verso il giornalaio per acquistare i necessari documenti di viaggio (dato che, come ricorderete, a Rosta non esistono biglietterie o capistazione).
Ho trovato il giornalaio un pochino sottotono, ha appena accennato una piccola protesta lamentando la scarsa distribuzione di biglietti chilometrici e le lamentele dei viaggiatori che, ahinoi, ricadono interamente sulle sue stanche spalle.
Mi sono quindi serenamente disposta sulla banchina in attesa del treno. Alle 7.05 stavo per obliterare il biglietto quando..."Il treno numero...proveniente da Torino Porta Nuova e diretto a Susa è stato soppresso. Ci scusiamo con i viaggiatori per il disagio."
Treno soppresso???? E me lo chiamate disagio?
Mi sono quindi ridiretta verso l'auto mentre uno studente della mia scuola e la di lui madre, mi hanno supplicato di dargli un passaggio e, visto che era maggiorenne, ho acconsentito.
Il baldo giovanotto e la sottoscritta si sono quindi diretti verso la strada militare che attraversa la Val di Susa.
Per completezza di informazione devo però  aggiungere tre particolari: la mia automobile era in riserva fissa da venerdì, avevo , dopo l'acquisto dei biglietti, cinque euro in tasca e la mia carta di credito risultava  inservibile fino al primo di ottobre avendo io, da una quindicina di giorni, sforato il massimale.
Per tutta la durata del viaggio ho seriamente temuto la sosta forzata in mezzo al nulla e ai cartelli No Tav.
Aggiungo un'altra notiziola: incredibilmente ero fornita di telefono cellulare e detto strumento era pure carico (circostanza praticamente unica) MA detto arnese era comunque inutilizzabile avendomi il Pan cambiato operatore nella sua continua e spasmodica ricerca del piano tariffario più economico dell'universo e la nuova scheda non risultava ancora attiva.
Miracolosamente arriviamo a Susa e pure in orario.
Parcheggio, scendo e una vettura in manovra mi urta violentemente il polpaccio.
Entro a scuola zoppicando vistosamente e mi dirigo verso la mia classe. Manca l'80% degli studenti causa treno per cui mi tocca pure una chilometrica compilazione del registro.
E le lezioni non sono manco ancora iniziate...







Caccia.

Ieri Grey, il nostro sanguinoso felino, ha acchiappato un topo e girava per casa tutto fiero con la sua preda.
Il Vic tutto allarmato:" Mamma, ma non sarà mica il topino dei denti?"

mercoledì 18 settembre 2013

Corso Helen Doron.

L'esperienza ci ha insegnato che, perché il trittico acquisisca una buona conoscenza della lingua inglese, la presenza costante di un'au pair anglofona non  è sufficiente.
La comunicazione infatti deve poggiare su solide basi perché non si verifichi una situazione di chiusura e rifiuto.
Se il bambino non comprende assolutamente niente sarà assolutamente demotivato e probabilmente finirà per evitare l'interazione. Molti famiglie ospitanti infatti riferiscono comportamenti di indifferenza o addirittura di agressività nei confronti delle au pair.
Il Pan ed io abbiamo quindi valutato che fosse opportuno, per integrare il lavoro fatto a casa, la frequenza di un corso di inglese.
La nostra scelta è caduta sul Learning center Helen Doron. L'approccio usato è molto giocoso e il rinforzo casalingo è garantito dalla presenza di CD con canzoncine e filastrocche da ascoltare giornalmente e da un sito dedicato con giochi e materiali di diverso tipo.
Ritengo molto positivo il fatto che il metodo si basi sulla spontaneità della comunicazione e non solo su proposte e stimoli dell'adulto.
La lezione inizia con un cartone animato molto gradevole (non uno di quei minestroni informi senza né capo né coda il cui unico scopo è presentare lessico nuovo) Fun with Flupe.
Dopo la visione del filmato l'insegnante presenta ai bambini la magic box da dove estrae oggetti di vario tipo lasciando però ai bambini la piena direzione della conversazione.
Il Vic è stato il primo ad essere iscritto a ingliss (come lo chiamava da piccolo).  La scelta (ehm lo ammetto) non era stata supportata da profondi ragionamenti psico-pedagogici. Mammà stava frequentando la Siss e la famiglia Gamelli necessitava di un parcheggio un'attività stimolante in orario consono e non in capo al mondo. Le lezioni si tenevano presso l'asilo nido frequentato dal bimbastro  per cui tutte le condizioni erano rispettate, Ci siamo però rapidamente resi conto di quanto fosse proficua la frequenza e abbiamo deciso di estendere anche al resto del trittico quello che consideravamo un mero ripiego. Mi aveva particolarmente colpito notare all'epoca  una maggior competenza e ricchezza lessicale in Vic rispetto a Leli (che all'epoca frequentava la seconda elementare e aveva quindi all'attivo tre anni di inglese scolastico).
La prima parola in assoluto pronunciata da JF è stata "cat" (sempre speciale il mio francesino).
Il corso è inizialmente solo parlato, in età scolare viene introdotta la letto-scrittura.
La nostra scuola di riferimento è questa:http://www.lapecheronza.it/dapa/?page_id=283
nel meraviglioso asilo nido a suo tempo frequentato dai boys.


L'Ape che ronza, asilo nido in Orbassano.
 

Piccola nota per mamme sfati e disorganizzate (non so perché ma sento di dover solidarizzare con la categoria). L'edificio è nelle immediate vicinanze del supermercato Esselunga per cui il tempo impiegato per l'erudimento della nostra adorata progenie può essere da noi utilizzato per una rapida spesa.




martedì 17 settembre 2013

Nuove attività.

Settembre è, come al solito, un mese caratterizzato da una continua emorragia monetaria che sfinisce le già risicate risorse della famiglia Gamelli.
Abbiamo investito centinaia di euro in: scarpe (sette paia), zaino dei  dinosauri, penne cancellabili frixion (tre confezioni doppie, a sei euro l'una), ricambi per penne frixion (due confezioni da tre), pennarelli a punta grossa (due scatole), pennarelli a punta fine (tre scatole), pastelli a cera (una scatola da 12 e una da 24), matite colorate (nella versione normal e maxi, tre scatole), acquarelli, tempere, glitter, raccoglitori ad anelli (quattro), ricambi per raccoglitori ad anelli (un metro cubo),separatori colorati per i ricambi per i raccoglitori ad anelli (due confezioni) quadernoni a righe di prima (dieci), quadernoni a righe di quinta (due), quadernoni a righe di prima (dieci), quadernoni a righe di quinta (3), cartelline rigide (due), cartelline di cartoncino (cinque), album da disegno (uno ruvido e uno liscio), copertine per quaderni di ogni tonalità cromatica, tre risme di fogli A4, una riga (40 cm), un righello, squadre (due), un compasso con rotellina centrale,  sapone liquido (qualche gallone). Credo che la quantità di carta attualmente stoccata nel nostro garage, potrebbe agevolmente contenere lo slancio creativo di un ipotetico novello Stieg Larsson.
Insomma viste le finanze (e la pericolante  pila di materiale vario) ho dovuto, molto a malincuore, contenermi sugli altri acquisti.
Però va detto che lo zaino dei dinosauri lo abbiamo acquistato su Amazon. La spesa minima per avere la spedizione gratuita era già stata raggiunta e sarebbe stato un vero peccato non approfittarne ( non potevo certo perdere l'occasione per risparmiare).
Insomma, lo confesso ho comperato tre libri, uno per ogni figlio.
Per JF ho scelto un delizioso volumetto corredato da stickers. Si intitola Weather and seasons ed è illustrato da Kay Widdowson.

 
Il bambino deve vestire le sagome con gli abiti appropriati secondo le indicazioni che gli vengono fornite in riferimento a diverse situazioni (una giornata in spiaggia, un picnic estivo, una nevicata...).
Il Vic si è invece aggiudicato " First dot-to-dot dinosaur".
La scelta di questo volumetto è stata fatta in considerazione del fatto che coniuga egregiamente due delle principali passioni del Vic: i dinosauri e l'attività di unire i puntini.
 
 
 
Per Leli invece ho preso un libricino con CD della serie " Learn French with Max et Mathilde" e precisamente quello dedicato ai giorni della settimana.
Avevamo già comperato un volumetto di questa serie durante la vacanza londinese e si era rivelato uno strumento veramente prezioso. Il CD è in due lingue (inglese e francese) e aiuta la memorizzazione della corretta pronuncia nelle due lingue. E' un altro dei nostri pezzi forti durante i viaggi in automobile.
 
Chiaramente i libri sono utilizzati dal trittico nel complesso (tranne quello dei dinosauri che il Vic non condividerebbe per nessuna ragione al mondo).