venerdì 15 novembre 2013

Ospiti.

Oggi abbiamo invitato Jacopo,  un simpaticissimo amico del Vic a casa.
Dopo aver lungamente colorato T- Rex in gesso e avere smontato tutta casa il giovane Jacopo mi si avvicina e mi dice: "Sai Vic è  abbastanza bravo a scuola ma secondo me il maestro lo sgrida troppo. E' vero che lui si DISTRA facilmente...

lunedì 11 novembre 2013

Dino-party


Il 30 ottobre abbiamo tardivamente festeggiato il compleanno del Vic con un Dino-Party, vista la sua immensa passione per i preistorici rettili.
 Le nostre feste in genere si caratterizzano per il numero degli invitati, o ne vengono pochissimi o ne vengono tantissimi. Il settimo compleanno di Leli, in questo senso,  fu una quasi tragedia.
Nostra figlia  era stata lungamente assente da scuola a causa della varicella, non aveva consegnato gli inviti direttamente e, forse per questo, vennero pochissimi bambini. Ancora oggi l'esperienza viene ricordata con accorato cordoglio.
 Per evitare il ripetersi di una tale onta mi sono tenuta larga con gli inviti, estendendoli a ex compagni dell'asilo, bambini dell'altra classe, amici di JF, fratelli e cuginetti vari. Ecco, questa volta si è presentato il caso B e sono venuti in tantissimi. Ma proprio tanti, tanti, si aveva l'impressione di una fiumana incontrollabile di minorenni.
 Il Pan, adducendo improrogabili e indifferibili impegni lavorativi, non ha presenziato all'evento (e giurerei proprio di averlo visto allontanarsi con un saltello di giubilo).
Come vedete le torte erano a tema: la prima è un cheesecake alla Nutella con decoro in cioccolato bianco. Tecnica semplicissima, si pone un foglio di carta forno sopra la sagoma da riprodurre e si ricalca con una siringa ripiena di cioccolato.
 La seconda aveva una base spongecake ripiena di crema Rocher e copertura di pasta di zucchero poggiante su crema ganache al cioccolato. Certo, era tutt'altro che perfetta, ma al Vic è piaciuta moltissimo (e ovviamente questa è la cosa importante). Mai più però mi farò persuadere a riprovare la pasta di zucchero setosa.
 Ho cercato di predisporre altri stuzzichini a tema: T-Rex e triceratopi di pasta sfoglia (stampini acquistati su Amazon)
 Anche per le attività ludiche ho seguito lo stesso filo logico. Avevo pensato di proporre ai bambini:
 1) Caccia alle uova e ai fossili di dinosauro (ho spiegato in un post precedente come ho confezionato le uova, per i fossili ho utilizzato degli stampini che ci avevano regalato quest'estate, riempiti con gesso). La Number Seven ha nascosto i reperti nel parco del monastero di Rivalta (dove è collocata la sala utilizzata per la festa) e la marmocchieria si è attivata per la ricerca.
 2) Le coppie di dinosauri: avevo stampato e plastificato delle flash cards a tema e intendevo distribuirle in maniera casuale, diffondere della musica, per poi chiedere ai bambini di ricostituire le coppie all'arrestarsi della musica. Mi sembrava carino ma i bambini non ne hanno voluto sapere e, forti della loro supremazia numerica, hanno boicottato l'attività.
 3) Le pignatte (uova di dinosauri pure queste): sono state molto gradite ma, a un certo punto, ho dovuto tirarle giù e lacerarle io stessa, perchè altrimenti i teneri virgulti si ammazzavano.
 4) Attacca la coda del dinosauro. La bellissima sagoma era stata dipinta dalla Numero Uno, artisticamente molto versata. I bambini però erano così sovraeccitati che non ho manco ipotizzato di poter proporre un'attività così posata.
 Insomma gli invitati sono rimasti allo stato brado per quasi due ore consecutive ma malgrado ciò, anzi forse proprio per questo, la festa è stata un successone. Ancora oggi, all'uscita da scuola, mi è stato chiesto quando intendo organizzare un'altra festa.
 C'è stato pure un momento di suspence alla fine. La Number Seven, la Numero Uno e la sottoscritta, stavano riassettando la sala attorniate dai legittimi rampolli di casa Gamelli quando si presenta un papà reclamando il suo erede.
PANICO!!! I bambini erano finiti da mezz'ora abbondante.
Si è poi fortunatamente scoperto che il giovanotto era stato raccattato da una mamma vicina di casa su precisa richiesta della genitrice (che evidentemente non aveva ritenuto di dover avvisare il coniuge).
 Con questo post partecipo al concorso di idee di Creamamma - Feste per bambini

domenica 10 novembre 2013

Rivendicazioni serali.

Il Pan, che sa di doversi far perdonare la diserzione della passata settimana, ha diligentemente sparecchiato la tavola e sgombrato il lavandino da vasellame vario. Dopo pochi istanti sopraggiungo io che, distrattamente, appoggio nelle vasche del lavello lo stampo da cui ho appena estratto il plumcake zucca e cioccolato bianco (non male per inciso). La reazione del Pater familias è immediata e sdegnosa: " Ma insomma! Mi sento come fossi Cenerentola e tu una delle sorellastre." Non sapendo quale spiegazione psicoanalitica dare a questo intreccio di ruoli e legami familiari mi riscuoto e immediatamente ripongo la teglia in lavastoviglie.

Lo so, lo so...

Parecchie persone mi hanno chiesto come è poi andato il dino-party. La festa è andata bene e nelle bozze giace l'impalcatura di un futuro post dedicato all'evento. Al momento però non sono ancora riuscito a terminarlo, dato che definire convulse queste settimane è poco. Come sapete ho dovurto preparare nove (e sottolineo nove) piani di lavoro. Una ventina di pagine dove ho dovuto descrivere le classi, (gli allievi partecipano/ non partecipano alle attività proposte, organizzano/ non organizzano in modo autonomo il proprio tempo e lavoro, comprendono o no il significato dei messaggi verbali e scritti, prestano attenzione discontinua, comprendono e utilizzano linguaggi specifici, vanno guidati nel lavoro....),descrivere le finalità generali della disciplina (sapete che sfuggono pure a me?),analizzare le competenze, le abilità e le conoscenze che mi riprometto di far acquisire agli allievi (la differenza tra le tre cose , per chi come me insegna filosofia, è sempre assai sfumata) e infine evidenziare i contenuti che intendo presentare durante l'anno scolastico con l'indicazione della scansione temporale. Qui già so di vivere una menzogna, la riforma ha diminuito le mie ore e dilatato enormemente la programmazione. Impensabile che io arrivi a trattare, decentemente o no, Hegel. Al momento però lo devo dare per certo. Alla fine di questi soffertissimi elenchi devo anche compilare le sezioni dove analizzo nel dettaglio come intendo far recuperare le insufficienze ai miei allievi (manco li ho ancora sentiti tutti, grazie al formidabile registro elettronico, tendenzialmente non so quasi abbinare i visi ai cognomi) Insomma, riassumendo: Arghhhhhhhhhhhhh A ciò si aggiungono i consigli di classe aperti ai genitori con rientro presso la mia abitazione alle ore 20, i consigli di classe nelle scuole di Leli e di Vic, la stesura di verifiche sommative e non, la correzione delle medesime, feste di compleanno altrui e visite mediche varie. Ciliegina sulla torta la defezione del Pan che, privo di remore e con lo sguardo sereno e scevro da preoccupazioni ci ha salutato amabilmente per partire con destinazione Cracovia. Per lavoro dice lui... Comunque giurerei di averlo visto sogghignare all'areoporto

mercoledì 6 novembre 2013

At school.

Da quando ospitiamo au pair anglofone ho sempre chiesto alle scuole, elementare e d'infanzia , frequentate dai bimbastri, se volevano riservare un piccolo spazio alle ragazze, per qualche ora, in modo da permettere a tutti i bambini di familiarizzare con le diverse pronunce dell'inglese. Devo dire di aver sempre trovato molte resistenze, alla scuola d'infanzia addirittura non mi hanno mai risposto (ho poi saputo da un'altra mamma, evidentemente più addentro, che l'ipotesi non era stata neanche vagliata per non dover ampliare i termini assicurativi). Alle elementari ci eravamo andati vicino, quando soggiornava presso di noi la ragazza sudafricana con doppio passaporto (italiano). La maestra si disse convinta che avere la cittadinanza italiana avrebbe potuto agevolare le varie pratiche burocratiche e fece domanda al dirigente scolastico. La cosa però non andò in porto. Fu praticamente l'unica esperienza negativa con un'au pair, la labile fanciulla disparve furtivamente nel cuore della notte e con lei l'opportunità per i bimbi di fare un po' di conversazione in inglese. Questa volta, confidando nella disponibilità della Numero Sette e nel suo ottimo carattere, ho nuovamente sciorinato la proposta nel corso di un consiglio di classe. Sono rimasta stupefatta dalle reazioni degli altri genitori, erano i primi a porre difficoltà su difficoltà: "A scuola non può entrare nessuno che non sia un insegnante" (certo, infatti noi siamo qua, incastrati in banchetti alti 80 cm in virtù dei nostri meriti accademici) "Ci vuole un'assicurazione costosissima che costerà qualche centinaio di euro (ellapeppa, non contavo di farle praticare sport aerei nel corridoio della scuola elementare Duchessa Anna D'Aosta). E se cadesse? E se si fulminasse? Se avesse un ictus, un infarto? (faccio presente che l'inglesina ha 18 anni ed è bianca, rosea e in perfetta salute). Insomma a volte siamo i primi ad adagiarci supinamente e a cullarci nel "Non si può". Come sapete però io sono un martello pneumatico a forma di donna per cui sono riuscita ad estorcere, al maestro di italiano e inglese della classe, il permesso di inoltrare al dirigente scolastico la richiesta per permettere alla N7 di assistere(a titolo gratuito per Domineddio!)alle lezioni in lingua inglese. Nonostante tutti i nefasti vaticini, l'autorizzazione è arrivata e, bisogna dire, neanche in tempi lunghissimi. La Number Seven ha pertanto iniziato la sua carriera di english teacher. Il Vic stamattina era eccitatissimo, comntinuava a saltellare urlando "La Numero setteeeeeeeeeeeeeeee oggi verrà alla mia scuola, così pure i miei compagni impareranno l'inglese"(temo che questa affermazione, lungi dall'essere uno slancio di generosa condivisione, rivelasse un fondo di felice sadismo nel vedere pure gli altri impegnati nella faticosa attività della conversation). Oggi quindi, nelle ore pomeridiane, la classe prima A ha potuto beneficiare di quella che è, a mio parere, una spendida opportunità. La N7 è tornata a casa felicissima riportando l'entusiasmo e l'affetto dei piccoli. Ha riferito di aver fatto alcuni dialoghi di saluto e presentazione e di aver letto in classe, la grande passione letteraria del Vic, una serie di libricini di Nick Sharrat in rima: "A Croc with a clock", "A giraffe in a scarf", "A bear with a pear""A Kangaroo in a canoe". Insomma con un minimo di faccia tosta spesso si ottiene molto...