venerdì 9 maggio 2014

E alla sera...


Favole per tutti! Il momento serale è probabilmente, in casa Gamelli, uno dei più critici. Tipicamente los tres compatti mettono in atto ogni tipo di strategia per rimandare il fatidico e attesissimo (dalla stremata coppia genitoriale) momento dell'addormentamento. Niente ci viene risparmiato:lagne, urli, tentativi di soppressione, ingiurie, richieste di biberon, panini al salame, spaghettate, ricerche convulse di libri, relazioni, merende, compassi, colla, urla belluine, crisi di nervi per fatali dimenticanze di compiti e/o materiale scolastico... Insomma, questo è il momento in cui penso con vivo rimpianto alla mia grigia vita da single ( e in cui probabilmente il Pan programma i suoi iimprescindibili viaggi di lavoro e le au pair sognano di diventare le badanti divecchietti già allettati...) Cosa fare dunque per sedare le risse e riportare la pace e il decoro in cameretta? Niente di meglio che la lettura di una bella favola, rivista in chiave digitale e multilingue. Ogni sera infatti Laprof entra con passo felpato negli alloggiamenti dei suoi adorati cherubini e (no, non legge con voce flautata) inserisce un CD nello stereo. La mamma sfati DOC si riconosce dai dettagli...Al momento la scelta si riduce a due opzioni:




 
Vedremo se ampliare il parco titoli in seguito.

giovedì 8 maggio 2014

Ci vorrebbe un'au pair...

Decisamente!
L'organizzazione familiare sta andando inderogabilmente a rotoli.
Pressata da mille millanta impegni, adempimenti, attività, visite, lezioni comincio a perdere colpi in maniera esponenziale.
Ieri ad esempio, il mio secondogenito è  finalmente ritornato a scuola dopo una settimana di convalescenza.
Già  organizzarmi per sottoporlo alla visita del chirurgo, il giorno prima, era stato folle, tre figli, tre attività  diverse a tre diversi capi della provincia (tra  l'altro, ma che diavolo avevo in mente quando ho scelto le occupazioni  per i bimbastri? Il prossimo anno danza e decoupage per tutti, gli unici corsi nelle immediate vicinanze della nostra abitazione).
Già  provata dallo sforzo organizzativo del giorno precedente ho stancamente raccattato libri e quaderni del biondino, ho fedelmente riposto tutto nel suo dinosauresco zaino aggiungendo una merendina (comperata, comperata!) e ho spedito il tutto a scuola con il Pan.
Mentre stavo pregustando l'oretta di vacanza che mi spetta il mercoledì (entro alle dieci a scuola, caso unico) vengo raggiunta da una telefonata allarmata del Pan: "Ma tu sapevi che c'era la gita?"
Arghhhhhhhhhhhhhhhhhhh, Oddio! Assolutamente no! l'avviso si sarà  perso nel marasma di frutta marciulescente e sorpresine mutilate degli ovetti che permea la cartella del Vic.
Il nostro secondogenito quindi è  arrivato venti minuti in ritardo sull'orario dell'appuntamento, ha  un pesante fardello pieno di libri invece dell'agile zainetto che esibiscono i compagni, non ha ricambi di nessun tipo, non è  vestito a cipolla e soprattutto, ORRORE, non ha il fatidico pranzo al sacco.
Il pranzo al sacco, già  normalmente è  un banco di prova che fa tremare le vene del polso a mamme molto meno basic della sottoscritta.
"Io utilizzo solo pane di segale da me personalmente impastato. Guarda, è  praticissimo, la sera prima unisci farina di segale, manitoba, malto, pasta madre e due cucchiai di olio extravergine di oliva spremuto a freddo di Fubbiano, lo lavori per un due orette poi lo fai riposare per la notte e al mattino è  sufficiente alzarsi  alle quattro e infornare..."
"Ah io non capisco come si possa dare merendine confezionate, io autoproduco dei deliziosi muffin di carote, mandorle biologiche sgusciate al naturale e miele grezzo, Giangiacomo ne va pazzo..."
"Pensa che ci sono mamme che non danno neanche un briciolo di frutta o verdura, cosa ci vuole ad incartare singolarmente una trentina di pomodorini pachino IGP? Se il bambino gradisce si possono anche proporre confit..."
"Anche le fragole sono molto versatili, una volta che uno le lava, le asciuga ad una ad una, le affetta sottilmente, le condisce con un'idea di zucchero di canna integrale, biologico dell'Ecuador e le distribuisce in un contenitore a tenuta stagna cosa altro c'è  da fare?"
Ecco, insomma, già  normalmente sono poco competitiva ma temo, questa volta, di aver stravinto il titolo di madre degenere dell'anno.
Due minuti dopo vengo raggiunta dalla telefonata della mamma rappresentante (ovviamente mamma casalinga perfect,  organizzatrice indefessa): "Ti sei mica dimenticata della gita? Desideri provvedere personalmente alla refezione di Vittorio, immagino? Sai, io non conosco i suoi gusti, eventualmente puoi raggiungere il pullman alla Mandria, stanno partendo proprio ora.."
Arghhhhhhhhhhhhhh Mamma perfect rappresentante,so che tua figlia avrà  qualcosa di preparato in casa, dall'altissimo valore nutritivo, pienamente calibrato sul suo fabbisogno calorico e avvolto con cura in un tovagliolo di candido lino ma abbi pietà di una povera genitrice  sfati!"
Alle dieci devo varcare la soglia della classe!
Devo dire che la solidarietà  femminile esiste.
"...Oppure va bene se gli compro tre euro di pizza bianca e una bottiglietta di acqua naturale?"

mercoledì 30 aprile 2014

Operazione.

Giorni convulsi in casa Gamelli!
Dopo una meritatissima vacanza alle Terme di Abano (le termi come dice JF) siamo ripiombati nel nostro frenetico tratran Oggi è martedì sera e la settimana si è già caratterizzata per due eventi topici.
Lunedì abbiamo salutato in pompa e magna la numero otto. Fortunatamente questa volta non ci sono stati equivoci e rivendicazioni vari. La nostra canadese è partita sorridente (domenica abbiamo dato vita a un piccolo festeggiamento casalingo con antipasti e tiramisù preparato tutti insieme nel pomeriggio) e ci ha immediatamente ricontattati appena arrivata a casa per ringraziarci dell'ospitalità e rassicurarci sulla sua ferma volontà di ritornare il prossimo anno (su questo onestamente non ci giurerei, per una diciottenne tredici mesi equivalgono a qualche era geologica, veramente rischioso fare progetti a così lungo termine).
Noi comunque la riaccoglieremmo più che volentieri, è stata una compagnia sempre allegra e propositiva e i bimbastri le si sono molto affezionati.
Nota linguistica: Leli parla ormai benino francese (lei a Saint Raphael ha un'amichetta che è un enorme pungolo) i boys mostrano una comprensione pressoché perfetta ma rispondono quasi sempre in inglese.
Spero che la Numero Nove (francese di Nizza) riesca a fornire un ulteriore stimolo.
Martedì, privi quindi di supporto logistico, abbiamo accompagnato il Vic in clinica per il programmato intervento di ernia. Eravamo già stati contattati a fine marzo ma, a causa dello scarsissimo preavviso, non eravamo riusciti ad organizzare le nostre assenze lavorative e avevamo quindi chiesto di procrastinare l'intervento.
Oggi ugualmente, non abbiamo potuto prendere permessi ma, incastrando i tempi con il cesello, facendo rientrare due nonni dal mare e tenendone altri due agli arresti domiciliari presso la nostra abitazione, ce l'abbiamo fatta!
Questa la telecronaca dell'evento.
Ore 7.00 Il Pan ed io ci svegliamo e cerchiamo di scuotere i nostri figli dal loro atavico torpore (quegli stessi figli che di sera saltellano come ranocchie ipercinetiche fino all'ora beata.
ore 7.10 Leli, finalmente resuscitata si reca in cucina per fare colazione.
Ore 7.20 Leli comincia a urlare che non trova la sua spazzola.
ore 7.25 Leli ci accusa di aver nascosto tutte le spazzole e tutti i pettini.
ore 7.30 Leli ci accusa di aver spostato i suoi libri di scuola dal loro posto (il pavimento del salotto, vicino alla porta di uscita)
ore 7.35 Leli singhiozza istericamente che nella casa, dove ha avuto la sventura di nascere e crescere, nessuno ha a cuore la sua istruzione e la sua vita sociale.
Ore 7.40 L'amica di Leli citofona, la bimbastra ulula.
Ore 7.45 Leli esce di casa (spettinata e senza quaderno di francese) per andare a scuola.
Ore 8.00 Il Pan prepara il recalcitrante JF
Ore 8.20 JF, pronto per uscire, pianta una grana immane perché il Vic , invece di uscire con lui, dorme ancora placidamente.
Ore 8.30 Finalmente il maschio Alpha e il minorenne escono.
Ore 8.45 Vado a svegliare il Vic e mi rendo conto che c'è stato un deplorevole incidente notturno.
Ore 8.50 Tolgo le lenzuola e provvedo al lavaggio, all'asciugatura e alla vestizione del soggetto.
Ore 9.30 Blocco il Vic che sta cercando di aprire il frigo e mangiarsi il salame avanzato da Pasquetta.
Ore 10.00 Carico il secondogenito in auto e parto alla volta del CRF per recuperare il Pan
Ore 10.15 Ci riuniamo con il Pater familias e partiamo alla volta della clinica Promea.
Ore 10.50 Arriviamo senza intoppi nei pressi del Promea e incredibilmente troviamo un parcheggio comodissimo nelle immediate vicinanze dell'edificio.
Ore 10.55 Con ben 20 minuti di anticipo varchiamo la porta del reparto.
Ore 10.56 L'infermiera ci comunica che sono in ritardo di due ore sulla tabella di marcia degli interventi.
Ore 11.00 Firmo la liberatoria
Ore 11.05 Vado a comprare l'indispensabile Coca Cola nel bar vicino dato che, l'agognata bevanda (caldeggiata dal chirurgo per il post operatorio) risulta introvabile.
Ore 11.15 Mollo figlio e marito e mi precipito a scuola.
Ore 14.00 Finisco le lezioni, riaccendo il cellulare e apprendo che il Vic è appena sceso in sala.
14.00-15.00 Mi perdo svariate volte.
Ore 15.05 Finalmente riesco a ritrovare la clinica.
Ore 15.10 Incontro il Pan sulle scale che corre verso l'uscita (mio suocero lo accompagnerà nuovamente al lavoro)
Mi posiziono vicino al letto del Vic frignettante e lamentoso.
Per le tre ore successive alternerò l'offerta della Coca Cola con il suadente invito a fare la pipì.
Ore 17.40 Finalmente la pipì è fatta, OLE'!
Ore 18.00 Raccogliamo le nostre masserizia, il Vic chiede ed ottiene un paio di pantofole usa e getta e un guanto in lattice e ce ne torniamo a casa.
Ore 18.30 Finalmente siamo nel nostro salotto. Il divano è occupato da due nonni e due nipoti che non accennano in alcun modo ad alzarsi. Il convalescente fa presente (a urli) il suo stato di precaria salute e ottiene un posto sul divano.
Ore 18.35 Laprof si sorbisce venti minuti di contumelie materne spazianti in plurime direzioni ed epoche storiche.
Ore 18.55 Laprof telefona allarmata al coniuge per accertarsi che egli abbia ben compreso di essere la persona deputata all'acquisto delle medicine.
Ore 19.00 Laprof, dopo aver congedato i suoi genitori, provvede al reperimento e confezionamento delle saporite vivande che allieteranno il desco serale.
Ore 19.10 Il Vic strepita che lui, avendo saltato colazione e pranzo, vuole recuperare. E' disposto a transigere sulla colazione ma il pranzo lo esige.
Ore19.10 La prof sporziona pasta in bianco per tutti i minorenni di casa, precisando al Vic che quello è il suo pranzo.
Ore 19.15 Laprof serve prosciutto cotto e pomodorini ciliegia presentandoli al Vic come cena.
Ore 19.40 Laprof crolla, in compagnia del fido JF, svenuta sul lettone.
Ore 20.00 Il Pan rientra a casa (con le medicine) chiedendo informazioni sulla sua di cena.
Ore 20.10 Laprof apre, con le sue manine operose , una busta di prosciutto sottovuoto.
Ore 21.00 Medicazione al Vic e nanna per tutti.
Prima di andare a dormire Laprof punta la sveglia ogni tre ore perché intenzionata a svegliare il Vic e accompagnarlo in bagno. Non ne sentirà manco una.

sabato 19 aprile 2014

Buona Pasqua!

Teniamo presente che tre uova sono già state aperte (e consumate) e tre sono ancora sull'auto di zia Laura!

mercoledì 16 aprile 2014

Teologia della resurrezione.

Passa JF con aria ispirata: "Sai mamma, Maria era la sposa di Gesù..."
Io: "Veramente era la mamma di Gesù..."
"J.F "Già, vero...poi è finita sulla croce..."
Laprof: "No, quello è sempre Gesù..."
J.F "Si, perché il Pirata (presumiamo Ponzio Pilato n.d.m) chiedeva: " Volete liberare Gesù o il cattivissimo Baramba? Poi uno che si chiama come il mio compagno ha detto che avrebbe baciato Gesù e i signori hanno messo in trappola Gesù..."
"Poi lo hanno liberato e messo in croce"
Rassicuro tutti, nessun genitore dei compagni di mio figlio è stato così spietato da caricare un ignaro infante del nome Giuda.
Sopraggiunge il Pan che cerca di riportare gli avvenimenti nella giusta prospettiva storica ed esegetica.
J.F lo gratifica con uno sguardo ammirato ed esclama: "Come fai a sapere queste cose?"
Il Pan di rimando: "Anche a me le hanno spiegate quando ero piccolo..."
Il nanetto implacabile: "Ah, avevi anche tu la maestra Giovanna?"